Riso basmati;

E' una varietà di riso a chicco lungo, tipico dell'India settentrionale e del Pakistan.
Il riso basmati si distingue dagli altri soprattutto in merito a due caratteristiche:
TIPICO SAPORE di “pandan”: (pianta erbacea) grazie alla presenza del composto aromatico 2-acetil-1-pirrolina;
BASSO INDICE GLICEMICO, per le sue caratteristiche chimiche e nutrizionali.
Secondo la Canadian Diabetes Association, il riso basmati cotto vanta un indice glicemico "medio", compreso nel range che oscilla da 56 a 69.

Che cos’è l’indice glicemico?

La scala dell'indice glicemico va da 0 a 100, dove quest'ultimo rappresenta il valore standard riferito a un carico alimentare di glucosio. Dal 70 in su, l'indice glicemico è considerato elevato, mentre dal 55 in giù è valutato come basso.

Rispetto al riso cotto bianco normale, che ha un indice glicemico di 89, il riso basmati è più adatto al regime alimentare dei diabetici, ma anche degli ipertrigliceridemici e degli obesi.
E' comunque necessario tenere a mente che l'indice glicemico (velocità di digestione dall'alimento e di assorbimento del glucosio) è una caratteristica da subordinare al carico glicemico (ovvero la quantità totale di carboidrati assunti con la porzione).
In pratica, l'indice glicemico svolge un ruolo determinante sull'impatto metabolico solo “a parità” di carico glicemico; sarebbe quindi inutile prediligere (ad esempio) un riso basmati rispetto ad una varietà comune per poi abbondare nelle porzioni.

L'indice insulinico.

L'indice ed il carico glicemico si riflettono prevalentemente sulla capacità di stimolare l'insulina (ormone anabolico), si è definito un ulteriore parametro chiamato indice insulinico.
Questo, che è spesso noto come potenziale “ingrassante” di un alimento, a carico glicemico costante, è inversamente proporzionale all'indice glicemico degli alimenti; per questa ragione, il basmati viene considerato la varietà di riso più adatta alle diete dimagranti e alla terapia nutrizionale contro il sovrappeso, il diabete mellito tipo 2, l'ipertrigliceridemia e la sindrome metabolica.

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